È previsto un incontro tra il governo e alcuni esponenti del Pdl per decidere in merito al decreto anti-crisi. Gli ordini del giorno riguardano la retroattività e la riduzione dei benefici fiscali per la ristrutturazione edilizia.
Si deciderà se dare, o meno, la possibilità di chi rientra nella retroattività del decreto anti-crisi di utilizzare i bonus detrazione della vecchia legge. Questo significa che si deciderà se togliere la retroattività delle nuove tasse oppure no. Il problema è che perdendo tasse in entrata togliendo la retroattività diminuiranno i benefici per le future ristrutturazioni. Perché si sa che se da una parte il governo concede,da un’altra parte deve rientrare.
Un altro importante ordine del giorno riguarda i tassi variabili e il tetto che si vuole istituire al 4%. Questa manovra è poco fattibile perché andrebbe contro chi ha firmato per il mutuo a tasso fisso, prendendosi un tasso più alto. Chi ha aperto un mutuo a tasso fisso, seppur con un tasso maggiore, per assicurarsi di non veder aumentata esponenzialmente la rata mensile, ora si ritrova raggirata dalle manovre del governo.
È stato fatto sapere che il decreto una volta passato dalla Camera non verrà modificato in Senato.
Decreto anti-crisi, prime polemiche per la ristrutturazione edilizia
Si deciderà se dare, o meno, la possibilità di chi rientra nella retroattività del decreto anti-crisi di utilizzare i bonus detrazione della vecchia legge. Questo significa che si deciderà se togliere la retroattività delle nuove tasse oppure no. Il problema è che perdendo tasse in entrata togliendo la retroattività diminuiranno i benefici per le future ristrutturazioni. Perché si sa che se da una parte il governo concede,da un’altra parte deve rientrare.
Un altro importante ordine del giorno riguarda i tassi variabili e il tetto che si vuole istituire al 4%. Questa manovra è poco fattibile perché andrebbe contro chi ha firmato per il mutuo a tasso fisso, prendendosi un tasso più alto. Chi ha aperto un mutuo a tasso fisso, seppur con un tasso maggiore, per assicurarsi di non veder aumentata esponenzialmente la rata mensile, ora si ritrova raggirata dalle manovre del governo.
È stato fatto sapere che il decreto una volta passato dalla Camera non verrà modificato in Senato.